Andrea Baroni è il Direttore di Confindustria Pesaro-Urbino e Procuratore Speciale di CEA.

Innanzitutto le chiedo di spiegarmi cos’è CEA.

– E’ il classico consorzio di acquisti nato 21 anni fa quando si è liberalizzato il mercato. Quasi tutte le Associazioni Industriali Italiane si sono organizzate in consorzi per l’acquisto di energia. Il mercato libero si è evoluto ed allargato e 15 anni fa circa sono entrati tanti fornitori e in quel momento abbiamo scelto di diventare grossisti e ci siamo avvalsi di tante competenze con le quali abbiamo iniziato a lavorare come con CURA e FENIX Energia. Noi lavoriamo sui servizi specialistici di questo settore, spesso di nicchia come l’acquisto di energia da impianti fotovoltaici e in particolare con questo abbiamo in atto un’importante collaborazione con Fenix che fornisce servizi puntuali e rigorosi.

Cosa rappresenta CEA come bacino di clienti?

– Siamo attorno ai 600 clienti in crescita con un bacino che partendo dalla provincia di Pesaro-Urbino, copre tutte le Marche e raggiunge 40 province di diverse regioni, tra cui è in atto una forte collaborazione con Confindustria Sicilia.

C’è soddisfazione nella collaborazione con FENIX, per quale motivo?

– Grazie a FENIX Energia possiamo fornire una serie di servizi evoluti e puntuali con una grafica video impattante che permette di vedere tutto in real time.

Come evolve il mercato dell’energia, con questa tendenza al green e all’ecosostenibilità?

– A mio avviso il concetto di sostenibilità non è un concetto di on/off, ma un concetto dinamico. Stiamo già andando avanti verso il risparmio energetico, basti pensare all’elettrodomestico che abbiamo in casa. Quando un’impresa consuma e produce per forza emette CO2. E’ un problema che sta venendo avanti, mi auguro che non solo l’Europa si muova in questa direzione visto che rappresentiamo il 7/8% della CO2 del mondo quindi se anche la dimezziamo e poi la Cina e gli USA, oltre all’Africa e all’India proseguono con le loro produzioni non otteniamo nessun risultato. Se compriamo un barattolo di pomodori bio prodotto in Italia con tutte le dinamiche giuste lo paghiamo 3 euro, ma poi compriamo quel barattolo prodotto in paesi che non hanno queste sensibilità e lo paghiamo 0,45 euro. La tendenza non può tornare indietro, ma serve buon senso e ci dobbiamo muovere con il mondo ed insieme al mondo.